Haida Holder Global View

Haida Holder 100-Pro Series

Haida Holder 100-Pro Series

Haida ha rilasciato da poche settimane il nuovo holder della serie 100: Haida Holder 100-Pro Series. Ecco il link sul sito ufficiale: Portafiltri Haida 100-Pro Series. Le novità sono molte rispetto alla versione precedente, quindi non si tratta di un semplice aggiornamento, ma di una nuova edizione ridisegnata da zero. Analizziamo insieme le caratteristiche e le novità.

Cosa c’è nella confezione

Il nuovo Holder Haida 100-PRO Series in alluminio, si presenta in una confezione molto sobria di colore bianco (non bianco puro) senza troppi fronzoli e con la sola foto del portafiltri. La scatola è solida e l’holder si trova in una custodia morbida al suo interno.

Haida Holder Box

Haida Holder Box

Una volta aperta la confezione al suo interno possiamo trovare i diversi componenti dell’holder:

  • Holder parte frontale (con due guide già montate) con guarnizione per prevenire le infiltrazioni di luce
  • Holder parte posteriore con filettatura interna per il montaggio del polarizzatore
  • Viti di fissaggio e di rotazione del polarizzatore
  • Guide aggiuntive (con relative viti) per poter inserire 3 diversi filtri
  • Guarnizioni di ricambio

La qualità de nuovo portafiltri si percepisce immediatamente: materiale piacevole al tatto, alluminio opacizzato, guarnizioni ben installate e posizionate. Insomma, si ha subito l’impressione di avere a che fare con un portafiltri professionale.

Per poter montare il portafiltri sulla lente è necessario un adattatore che però (unica pecca della casa madre) non è incluso nella scatola dell’holder, ma bisogna acquistarlo a parte a seconda del diametro di cui si ha bisogno. Sono disponibili diversi diametri, quelli più utilizzati.

Il nuovo portafiltri offre la possibilità di montare al suo interno un apposito filtro polarizzatore, in modo che questo si collochi tra la parte frontale della lente e la prima guida di filtri a lastra. Il polarizzatore va acquistato separatamente, anche perché non tutti potrebbero averne bisogno.

Ecco una vista delle 3 confezioni di holder, filtro polarizzatore e anello adattatore da 82mm.

Haida Holder Boxes

Haida Holder + NanoPro Circular Polarizing Filter (CPL) + 82mm Adapter Ring

Caratteristiche

Il portafiltri si compone di 3 elementi, si arriva a 4 se aggiungiamo il filtro polarizzatore:

  1. Parte frontale con guide per l’inserimento dei filtri
  2. Parte posteriore con anello girevole che consente l’inserimento del filtro polarizzatore circolare
  3. Filtro polarizzatore circolare o CPL(opzionale)
  4. Anello adattatore che consente di collegare il portafiltri alla lente
Haida Holder + CPL

Haida Holder: parte frontale, parte posteriore e filtro polarizzatore

Le principali caratteristiche del portafiltri sono:

  • Materiale: alluminio
  • Filtri compatibili: filtri da 100mm di larghezza (filtri ND quadrati 100×100 e filtri graduati 100×150)
  • Spessore filtri: l’holder supporta filtri di spessore 2.0mm
  • Protezione dalle infiltrazioni di luce: l’intero portafiltri è di materiale opaco con pochissima riflettenza, inoltre è presente una guarnizione intorno al portafiltri (vicino alla prima guida) in modo da impedire infiltrazioni di luce laterale o posteriore
  • Numero filtri: è possibile inserire fino a 3 filtri a lastra (montando la guida aggiuntiva disponibile nella confezione) senza vignettatura su focali da 16mm in su (potrebbero esserci delle eccezioni su alcune lenti con la filettatura frontale particolarmente sporgente)
  • Anello adattatore: grazie alla disponibilità di diverse misure di anelli adattatori, è possibile montare il portafiltri sulla quasi totalità delle lenti in commercio (lenti dotate di filettatura frontale da: 49mm, 52mm, 55mm, 58mm, 62mm, 67mm, 72mm, 77mm, 82mm)
  • Filettatura interna: grazie alla presenza di una filettatura interna tra la parte posteriore e la parte frontale, è possibile montare un filtro (solitamente polarizzatore) che si va a collocare tra la lente e la prima lastra inserita nelle guide
  • Guide: il portafiltri è dotato di guide molto morbide che rendono agevole e fluido l’inserimento delle lastre, ma che allo stesso tempo bloccano i filtri inseriti in maniera stabile (filtri di spessore 2.0mm)
  • Anello di rotazione: il filtro polarizzatore può essere regolato agevolmente grazie alla vite presente sull’anello di rotazione

Montaggio

Il montaggio del portafiltri è piuttosto veloce, anche se richiede un minimo di pratica per le prime volte.

Questa è la mia sequenza consigliata:

  1. Avvitare l’anello adattatore sull’obiettivo
  2. Nel caso in cui si voglia utilizzare il filtro polarizzatore, avvitarlo sulla parte posteriore del portafiltri (passo opzionale, solo se il filtro CPL è necessario)
  3. Avvitare la parte posteriore dell’holder sull’anello adattatore
  4. Agganciare la parte frontale dell’holder sulla parte posteriore, facendo combaciare le frecce guida
  5. Inserire i filtri a lastra necessari

Sicuramente le prime volte l’intero procedimento potrà sembrare macchinoso. Il consiglio è quello di fare un po’ di pratica in casa prima di utilizzare il portafiltri sul campo.

Haida Holder Adapter Ring

Anello adattatore

Haida Holder Back Part

Holder parte posteriore

Haida Holder Filter Guides

Holder parte frontale

Haida Holder Arrows

Montaggio passo 4: allineamento frecce guida

Utilizzo sul campo

Una volta montato il portafiltri sulla lente, è necessario regolare il polarizzatore (se montato) e inserire le lastre nelle guide.

Ecco qualche consiglio generico:

  • Prima di inserire qualunque filtro nelle guide, è bene accertarsi che l’holder sia ben collegato e l’anello adattatore avvitato in maniera corretta. Potrebbe accadere che la filettatura non sia ben allineata e nonostante l’impressione che il portafiltri sia avvitato correttamente, potrebbe bastare un movimento brusco della fotocamera per farlo sganciare e cadere. Dopo l’avvitamento, verificare che l’holder sia stabilmente collegato alla lente.
  • Nel caso in cui si vogliano utilizzare dei filtri a densità molto elevata, è bene assicurarsi tramite il Live View che la composizione e la messa a fuoco siano stati effettuati correttamente e il cavalletto sia stabile.
  • La regolazione del filtro polarizzatore va fatta prima di inserire le lastre, in modo da poterla effettuare con maggiore precisione. La posizione della vite di regolazione aiuta anche visivamente a controllare il posizionamento del filtro.
  • Il portafiltri è dotato di guarnizione contro le infiltrazioni di luce: nel caso il primo filtro da inserire abbia una guarnizione, sarà necessario inserirlo nelle guide con la guarnizione verso l’esterno. La presenza di guarnizioni già sul portafiltri, assicura la massima compatibilità anche con i filtri di altre marche (alcune marche utilizzano guarnizioni specifiche per i propri holder e non compatibili con tutti i portafiltri sul mercato).
  • Utilizzare la vite di bloccaggio del portafiltri per evitare oscillazioni dell’holder.
  • Rimuovere il portafiltri e la macchina fotografica prima di spostare il cavalletto (evitare di trasportare tutto insieme quando si cambia posizione).
  • I filtri con densità più elevata sono quelli a dover essere inseriti per primi nell’holder (devono quindi trovarsi più vicini alla lente).

Confronto con la vecchia versione

Haida Holder Comparison

Haida Holder: nuova e vecchia versione

Rispetto alla vecchia versione sono evidenti alcuni miglioramenti:

  • La possibilità di integrare e regolare un polarizzatore è sicuramente la caratteristica che i fotografi di paesaggio apprezzeranno di più. Anche il vecchio holder era dotato di una filettatura interna per il polarizzatore, ma non consentiva un’agevole regolazione.
  • La presenza di una guarnizione che previene le infiltrazioni di luce laterale e posteriore. Con il vecchio holder utilizzando alcuni filtri di altre marche (con guarnizione non sufficientemente ampia) si avevano dei riflessi di luce sulle lastre (e sulle foto).
  • Maggior cura e dettaglio dei particolari.

Conclusioni

In conclusione, il nuovo Holder 100-Pro Series è un portafiltri assolutamente consigliato per i fotografi di paesaggio. La possibilità di integrare nell’holder il filtro polarizzatore colma finalmente il gap con i portafiltri di altre marche. La cura costruttiva e l’attenzione ai dettagli, fanno di quest’holder uno dei migliori presenti in commercio.

Le innovazioni rispetto alla versione precedente sono evidenti, l’upgrade è consigliato soprattutto per chi usa frequentemente il filtro polarizzatore.

L’unico punto di attenzione è l’assenza di una selezione di adattatori già nella confezione dell’holder, così come fanno altre marche.

Da poco è disponibile su Facebook anche la pagina Haida Filters Italia per restare aggiornati sulle novità di Haida.

Maschere Di Luminosità

Maschere Di Luminosità: Definizione

Le Maschere Di Luminosità o Luminosity Masks (anche se più propriamente bisognerebbe parlare di Selezioni Di Luminosità), consistono in un un insieme di pixel che vengono selezionati in base a regole legate al valore di luminosità dei pixel stessi.

Tra gli strumenti di Sviluppo Fotografico Digitale sul mercato, sicuramente Adobe Photoshop è quello più diffuso ed utilizzato. Nel seguito dell’articolo si farà riferimento a Photoshop per gli esempi sulla creazione di selezioni e maschere, e verrà dato per scontato il suo funzionamento di base (soprattutto riguardo selezioni, maschere e regolazioni).

Uno dei primi e più completi articoli riguardo le maschere di luminosità, è stato pubblicato da Tony Kuyper sul suo sito: Luminosity Masks

Le maschere di luminosità per costruzione contengono solo informazioni sulla luminosità dei pixel e di fatto vengono rappresentate come delle immagini in scala di grigi: le zone chiare rappresentano le aree selezionate, mentre zone scure rappresentano le aree scartate.

Le maschere di luminosità vengono create allo scopo di intervenire localmente nello sviluppo fotografico digitale per applicare regolazioni in maniera precisa: in genere curve di contrasto, valori tonali, regolazione dei colori, saturazione, fusione di più immagini (blending), ecc.

I vantaggi legati allo sviluppo tramite maschere di luminosità sono notevoli e principalmente legati a due aspetti: semplicità del processo di selezione (una volta assimilato il loro funzionamento) e sfumatura automatica delle regolazioni in funzione della luminosità delle aree (consentendo interventi molto naturali, oltre che precisi). Grazie alla potenza delle maschere di luminosità, nella maggior parte dei casi non sarà più necessario ricorrere agli strumenti di selezione manuale, come il lazo, la penna o la bacchetta magica.

La Creazione Delle Maschere Di Luminosità In Photoshop

Il processo di creazione e di funzionamento delle maschere di luminosità può sembrare all’inizio molto complesso, ma in realtà con un po’ di pratica non si riuscirà più a fare a meno di questa tecnica di selezione nel proprio flusso di lavoro (workflow) per lo sviluppo fotografico digitale.

Per creare queste maschere di luminosità ci sono diversi metodi, sia manuali (agendo direttamente sui canali o con la funzione Applica) che automatizzati (tramite azioni, pannelli o altre estensioni di Photoshop). Uno dei processi più semplici per creare la maschera di luminosità di base (quella per le luci), consiste nei seguenti passi:

  1. Aprire una immagine in Photoshop
  2. Assicurarsi di avere il pannello dei Canali attivato e visibile (richiamabile anche dal menu Finestra)
  3. Posizionare il cursore sul canale RGB, tenendo premuto il tasto CTRL (CMD per chi usa MAC) e cliccando con il pulsante sinistro del mouse, verrà generata una selezione basata sulla luminosità dei pixel: ad esempio tutti i pixel bianchi saranno selezionati al 100%, quelli neri non saranno selezionati affatto, mentre quelli grigio medio saranno selezionati al 50%.
  4. A questo punto la selezione di base per le luci è attiva e può essere salvata in un canale tramite il comando Selezione -> Salva Selezione… usando ad esempio il nome Luci 1
  5. Tutte le altre maschere di luminosità possono essere create partendo da questa maschera di base

Partendo dalla maschera di luminosità Luci 1, si può agevolmente creare la selezione complementare Ombre 1 semplicemente invertendo Luci 1 e procedendo a salvarla nel pannello dei canali come già fatto nel punto precedente. Per la maschera Ombre 1, la selezione dei pixel sarà tanto più intensa quanto più scuro è il pixel stesso: questo tipo di selezione consente quindi di intervenire selettivamente nelle zone più scure dell’immagine.

Luci 1 e Ombre 1 sono quindi le selezioni di base, ma partendo da queste si possono creare una serie di maschere più restrittive che consentono di effettuare selezioni localizzate precise e con applicazione sfumata.

In genere le maschere di luminosità più diffuse si possono raggruppare per tipologia (alcune richiedono processi complessi e iterativi):

  • Maschere per le luci: Luci 1, Luci 2, Luci 3, Luci 4, Luci 5, Luci 6
  • Maschere per le ombre: Ombre 1, Ombre 2, Ombre 3, Ombre 4, Ombre 5, Ombre 6
  • Maschere per i mezzitoni: Mezzitoni 1, Mezzitoni 2, Mezzitoni 3, Mezzitoni 4
  • Maschere per sistema zonale: Zona 1, Zona 2, Zona 3, Zona 4, Zona 5, Zona 6, Zona 7, Zona 8, Zona 9, Zona 10
  • Maschere di canale: Rosso, Blu, Verde, Ciano, Giallo, Magenta
  • Maschere di saturazione
  • Maschere di tonalità in Lab: Toni Caldi, Toni Freddi

La creazione delle maschere di base è piuttosto semplice e veloce, ma quando è necessario effettuare degli interventi correttivi più specifici, creare le selezioni necessarie manualmente può richiedere molto tempo: per questo nel tempo si sono diffusi diversi procedimenti automatizzati per la creazione di selezioni più o meno avanzate o complesse.

Pannelli Ed Estensioni Di Photoshop

I processi automatizzati per la creazione delle luminosity masks si possono dividere in due soluzioni:

  • Azioni: una serie di comandi di Photoshop eseguiti in sequenza
  • Estensioni: solitamente sotto forma di pannelli che consentono di eseguire dei comandi di Photoshop al pari delle Azioni, ma, grazie all’uso di HTML, JavaScript e CSS, consentono di rappresentare in maniera più strutturata e logica i vari comandi.

Personalmente ho avuto modo di provare nel tempo diverse azioni ed estensioni e tutt’oggi utilizzo (a seconda delle necessità) più di uno strumento nel mio flusso di lavoro per lo sviluppo fotografico digitale. Tra le varie soluzioni, ne utilizzo anche alcune programmate da me per le mie esigenze specifiche. Tra tutti i pannelli provati, quello che ritengo più completo è quello di Tony Kuyper: TKActions V5: extension for luminosity masks and more.

Ecco la pagina dove si possono trovare tutti i pannelli ed i video didattici: Tony Kuyper Panels And Videos (ricordo che il pannello è tradotto anche in italiano).

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TKV5 Intro

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TKV5 Rapid Mask

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TKV5 Layer Mask

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TKV5 Control

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TKV5 Actions

Per approfondire la conoscenza delle maschere di luminosità, è anche possibile partecipare ad uno dei miei Workshops individuali o collettivi.

2016 Favourites Photos

This is a selection of my favourites photos taken in 2016: 2016 Favourites Photos Gallery

(Click on any photo to view full size picture)

 

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Lee, NiSi And Haida Neutral Density Filters: Tests On Color Cast, Calibration And Vignetting

Neutral density filters are widely used in Landscape photography. These filters are needed to increase the duration of the exposure: (a) when we don’t want to alter aperture or ISO on our setup and (b) when it isn’t dark enough to achieve the desired exposure time by just changing ISO and/or aperture.

I started using neutral density filters some years ago and at that time the average quality of ND filters wasn’t so high. Today a lot of brands are available and there are some quite good ones.

I often get questions about the best ND filters on the market and since the answer is not that simple I have decided to write this article trying to clarify what I think is important to consider when choosing a Neutral Density filter.

Here are some of the aspects that need to be evaluated especially for Landscape photography:

  1. Color cast: to increase the duration of exposure, filters needs to be “darkened” and the material used to darken the filters may not be color neutral.
  2. Vignetting: adding “stuff” (filters, holders, adaptors, etc.) on top of the lens may increase vignetting.
  3. Ease of use: screw filters may be easier and quicker to mount than square filters systems.
  4. Sharpness: in case the quality of the filter isn’t good enough, sharpness can be compromised.
  5. Calibration: some filters do not have a “regular” coat, this may result in a “patched” exposure (this is often an issue for variable neutral density filters).
  6. Flare: some filters are more prone than others towards flares and unwanted reflections.
  7. Resistance: filters may fall… some filters are made of resin which may be more resistent than glass in case of a fall.
  8. Holder: in the case of square filters, some holders are better than others because they can improve few aspects and the final user experience (possibility to use a polarizer, light leaks, stability,  etc.)

It isn’t easy to evaluate all these aspects, especially when it’s not possible to test in advance some of the available filters on the market. This is why I decided to perform some tests/analysis on four different Neutral Density filters from three well known brands to be able to compare them on a few aspects that (IMHO) are important in Landscape photography.

DISCLAIMER: even if all tests had been performed in a controlled light environment, I cannot exclude that other variables could have in some way influenced the results. Moreover, all results are only related to the sample of filters tested and cannot be referenced as benchmarks for the same type of filters in the market (same filters type may have been produced from different factories or with different materials over time). Please make sure you understand that the sole goal of the test is to assess the quality of the filters I own.

 

Neutral Density Filters

The neutral density filters tested in this review are:

  1. Lee ND 1.8 (Little Stopper) [Square – 6 stops – Glass]
  2. NiSi ND 1.8 Nano Coating IR [Square – 6 stops – Glass]
  3. Haida ND 1.8 “100 Series” [Square – 6 stops – Glass]
  4. Haida ND 1.8 PRO II MC Slim [Screw – 6 stops – Glass]

Tests Performed

Here is a list of the tests/analysis I performed:

  • A. Color Cast
  • B. Density Calibration
  • C. Vignette

Let’s go through each of these aspects and analyze the results.

A. Color Cast

To be able to test color cast I took a series of shots in a “controlled light” environment using a color checker card (I placed the color checker card in the middle of the frame).

The basic settings for the camera to get a properly exposed photo were as follows:

  • Canon EOS 6D
  • Canon EF 16-35 f/4 IS
  • Focal Length: 16mm
  • Exposure: 1/60s
  • Aperture: f/4
  • ISO: 100

I first took a few photos of the set with only the lens (no holder, no filter), to get the appropriate WB (White Balance) of the scene and then I forced that metered WB for all other shots (of the same scene) with filters.

The metered value for WB was 5600K (color picker on neutral gray), so nearly perfect Daylight (I was in a room with controlled lighting conditions).

I then took some other shots just with holder and no filters (to check if the holder was in some way influencing the lighting or colors) and finally with filters (switching one by one) by adjusting the exposure for 6 stops (6 stops was the declared amount of stops for all the filters used).

The settings used for taking all photos with filters were as follows:

  • Canon EOS 6D
  • Canon EF 16-35 f/4 IS
  • Focal Length: 16mm
  • Exposure: 1s (1/60s + 6 Stops)
  • Aperture: f/4
  • ISO: 100
  • WB: 5500k (Daylight)

I took at least 3 shots for every combination, just to make sure to avoid outliers, but all shots were almost identical for each set, so this confirms that the light didn’t change during the shooting session.

I finally selected 6 different shots to be compared for color cast:

  1. No Filters (16mm – 1/60 – f/4 – ISO 100)
  2. Holder With No Filters (16mm – 1/60 – f/4 – ISO 100)
  3. Lee ND 1.8 (16mm – 1s – f/4 – ISO 100)
  4. NiSi ND 1.8 (16mm – 1s – f/4 – ISO 100)
  5. Haida ND 1.8 (16mm – 1s – f/4 – ISO 100)
  6. Haida ND 1.8 Screw (16mm – 1s – f/4 – ISO 100)

I then aligned all six shots in Photoshop (to make sure to pick exactly the same point on the color checker) and added 3 color pickers almost in the middle of the first 3 neutral colors starting from white (averaging 5×5 pixels). I also checked that around the selected pixels color was regular and not changing much. Color pickers were set to Lab measurement, to be able to distinguish color cast just by looking at single component values (a and b): if a and b are equal to ZERO then the color is neutral, while for different values then there is a color cast.

Here are few simple rules that can help in understanding how Lab can measure color cast:

  • L: measures Luminance from 0 to 100
  • Greater values for L mean brightest colors, while lower values for L mean darker colors
  • a: measures color tones from green to magenta/red (from -128 to 127)
  • b: measures color tones from blue to yellow (from -128 to 127)
  • Negative values for a and b are for cool colors
  • Positive values for a and b are for warm colors

So by using Lab color pickers we are able to determine whether there is a color cast on the neutral colors or not when using filters.

Table 1: Color Cast Analysis

ND Color Cast Analysis

Neutral density filters color cast analysis (click to enlarge)

Table Caption:
Columns labeled 1, 2, 3: these are the values of the 3 different pickers on the images attached below
Average: the average value of the 3 different pickers
Delta: the delta of each average value compared to the average values from the “No Filters” photo
Absolute Delta: the absolute value of the delta, the greater the number the lesser the performance compared to the “No Filters” photo. To provide a visual highlight of the difference, colors have been used in the cell background: color scale is from green to red, where green is better than red (colors are related to each column “L a b” independently
AWB: this value has been determined by another different shot with Automatic White Balance with filters on, greater absolute differences from the “No Filters” photo AWB means worse performance in terms of color cast

Here are all images captured to determine color cast numbered from 1 to 6.

  1. No Filters (16mm – 1/60 – f/4 – ISO 100)
    All 3 pickers show no color cast (just +1 in the b channel for the brightest neutral color)
  2. Holder With No Filters (16mm – 1/60 – f/4 – ISO 100)
    All 3 pickers show no color cast (just -1 in the b channel for the darkest neutral color)
  3. Lee ND 1.8 (16mm – 1s – f/4 – ISO 100)
    All 3 pickers show evident color cast on cool colors especially in the blue channel (on average a -4.7 and b -10.3)
  4. NiSi ND 1.8 (16mm – 1s – f/4 – ISO 100)
    Light color Cast (on average a 2.3 and b -1.7)
  5. Haida ND 1.8 (16mm – 1s – f/4 – ISO 100)
    Light color cast (on average a -1.3 and b 1.0)
  6. Haida ND 1.8 Screw (16mm – 1s – f/4 – ISO 100)
    Light color cast (on average a 0.7 and b -2.0)

Images

No Filters Color Cast

No Filters Color Cast: neutral colors remain neutral

Lee ND1.8 Color Cast

Lee ND1.8 Color Cast: strong color cast on cool colors, especially blue channel

NiSi ND1.8 Color Cast

NiSi ND1.8 Color Cast: light color cast towards magenta and blue

Haida ND1.8 Square Color Cast

Haida ND1.8 Square Color Cast: really light color cast towards green and yellow

Haida ND1.8 Screw Color Cast

Haida ND1.8 Screw Color Cast: light color cast towards magenta and blue

B. Density Calibration

Not all filters are calibrated properly in terms of effective “stops” of light. This aspect impacts on two different points of view: exposure and vignetting. We will investigate vignetting in the following point, while in this step we will consider the effective amount of stops of light subtracted for each of the filters (measured around the center of the frame).

To measure the effective calibration of the filter, I have metered the L value (in Lab color space) for neutral colors in the color checker and I adjusted the exposure in the shots taken with the filter, to match the same L value of the shot without the filter. This method is not perfectly accurate, but it should provide a good indication.

None of the filters tested were perfectly accurate, but NiSi was the one with the better result in terms of calibration, while Haida filters (both screw and square) were the ones with the highest delta in respect of the declared amount of stops (again: keep in mind that the samples tested may vary from other samples produced on different dates, in different factories or using different raw materials).

Table 2: Density Calibration Analysis

ND Calibration Analysis

Neutral density filters calibration

C. Vignette

Vignette is another collateral aspect of using neutral density filters and it could be related to incorrect calibration, consistency of the raw materials, thickness and other factors .

To be able to test vignette, I shot against a neutral wall and I have measured the difference in stops from the center of the frame towards the corner. I took three different points: center, upper right corner and a point in the middle between the previous two.

To make sure the test wasn’t influenced by different holders, I used the same holder for all tests (apart from the screw filter).

In this test, NiSi was the best performer (just 1.3 stops delta, almost identical to lens only vignetting!), while Haida and Lee returned a fairly heavy vignette (almost 3 stops of difference between the center and the corner). I have to mention that Haida results were influenced by the quite heavy calibration (around 6.75 stops, instead of 6) and this could have impacted on the strong vignette on the borders.

Table 3: Vignette Analysis

ND Vignette Analysis

Neutral density filters vignette analysis (click to enlarge)

Table Caption:
Columns labeled 1, 2, 3: these are the values of the 3 different pickers on the images attached below (from center to the top left angle)
Delta L: the delta between each L pairs (1 vs 2, 1 vs 3, 2 vs 3) to measure the change in luminosity between each point in the same photo
Average Decay: the average of the 3 Delta L values, this amount indicates how much light falls (on average) from the center of the frame towards the corner. The greater the number, the greater the decay
Effective Stops Delta: the two columns indicates the difference in terms of stops (measured by Adobe Camera Raw) of the pairs picker #1 vs picker #2 (center of the frame vs intermediate) and picker #1 vs picker #3 (center of the frame vs top left corner)

Here are all images captured to determine color cast numbered from 1 to 6.

Images

No Filters Vignette

No Filters Vignette

No Filters + Holder NiSi Vignette

No Filters + Holder NiSi Vignette

Lee ND 1.8 Vignette

Lee ND 1.8 Vignette

NiSi ND 1.8 Vignette

NiSi ND 1.8 Vignette

Haida ND 1.8 Square Vignette

Haida ND 1.8 Square Vignette

Haida ND 1.8 Screw Vignette

Haida ND 1.8 Screw Vignette

Conclusions

After all the tests, we can infer that Haida and NiSi samples were the best performers overall: Haida had slightly better performance on Color Cast (similar absolute results for both square and screw filters), while NiSi had better performance on calibration and vignetting (even though vignetting was likely affected by the “heavy” calibration of the Haida filters).

Just keep in mind the disclaimer at the top of the article: all these tests are valid only for the samples tested and cannot be referred to as a benchmark for all filters on the market.

Should you have any question, you can contact me through the contact form on this website, or you can find me on all major social networks.

 

Filters brands on Facebook:
Lee Filters on Facebook
NiSi Filters Global on Facebook
Haida Filters on Facebook

NiSi V5 Holder Setup

I have recorded this short video to demonstrate how easy is to setup a NiSi V5 Holder with CPL and ND/GND filters.

This system is the best I have tested so far, because not only is easy to mount, but it features an integrated CPL which is located just in front of the lens and before any other filter. This will reduce vignette and will simplify the adjustment of the polarization angle thanks to the dedicated dial.

NiSi V5 Holder is also really nice and solid. Compared to other holders I tested its borders are wide enough to cover most of other brands filters gaskets: some holders are not that wide and with some ND filters, their gasket is not thick enough to avoid light leaks.

On the market there is no equivalent offer: included in the nice leather box, you will not only the holder with 3 slots and the dedicated circular polarizer, but also a series of adaptor which will let you fit the holder on most commons lens threads.

I would absolutely advice to buy this holder.

P.S.: sorry for my poor English!

 

British Landscape Workshop – What’s In My Bag

In two days “British Landscape Workshop” will start. I’m proud to lead this great experience together with Alessio Putzu and Ivan Pedretti.

Since everyone in the gang is curious to know which gear I’ll bring with me, I have decided to take a photo of my photographic bag (backpack) content:

  • Canon EOS 6D
  • Canon EF 16-35 f/4 IS
  • Tamron 15-30
  • Samyang 12mm fisheye
  • Tripod Manfrotto 055XPRO3
  • Head Manfrotto 322RC2
  • Haida Filters (77mm) ND 0.9/1.8/3.0/3.6
  • Lee Holder 100 Series
  • Badpter 77mm for Lee Holder
  • Haida Filters 100 Series ND 0.9/1.8/3.0
  • Haida Filters 100 Series GND Soft 0.3/0.6/0.9
  • Lee Filters 100 Series GND Hard 0.6/0.9
  • Remote
  • Headlamp
  • Canon LP-E6 Batteries
  • AAA Batteries
  • Lens Cloths/Wipes
  • SD Memory Card
  • Camera Rainsleeve
  • Raincoat
  • Gloves
  • Neck Warmer
  • Terrascape Filters Bag
British Landscape Bag

British Landscape – What’s In My Bag

This is a standard setup when I go out landscape photograpy, I only add a zoom tele from time to time, but I use mostly wide angle lenses.

Milano Ready For Expo

Milano Ready For Expo

Milano is almost ready for Expo…

This week will be the Design Week in Milan and it is one of the most busy weeks in the year… so we are going to test if everything is in order before starting of Expo 2015 in a couple of weeks. :-)

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A Milano hanno quasi ultimato i lavori per Expo 2015… sono state costruite diverse strutture, strade e svincoli, ed è stata cambiata la circolazione automobilistica in diversi punti della città.

Da domani partirà il cosiddetto “Salone Del Design” che rimpiazza quello che era il vecchio (si fa per dire) “Salone Del Mobile”… probabilmente la settimana più frequentata a Milano grazie anche ai numerosi eventi del Fuorisalone.

Sarà un test importante per l’Expo che partirà in un paio di settimane… staremo a vedere cosa ne verrà fuori. :-)

 

Jökulsárlón: Lo Spettacolo Degli Iceberg In Movimento

Jokulsarlon Iceberg Flow - Iceland

Jokulsarlon Iceberg Flow – Iceland

Jokulsarlon Iceberg - Iceland

Jokulsarlon Iceberg – Iceland

Jökulsárlón, la laguna degli iceberg o laguna glaciale (come viene spesso chiamata) è una delle attrazioni più conosciute in Islanda. Si tratta di un bacino a ridosso del ghiacciaio Vatnajökull che nel corso degli anni ha cominciato a “scongelarsi” liberando diversi pezzi di ghiaccio che a seconda delle maree e delle correnti si muovono verso il mare o verso il ghiacciaio. Soprattutto nei momenti di cambio marea, si può assistere allo spettacolo degli iceberg che si scontrano, creando suoni spettrali in un luogo spesso silenzioso e avvolto dalla pace.

In 15 giorni di viaggio in Islanda, il tempo è stato altamente variabile, e soltanto in pochissime occasioni alba e tramonto sono stati “colorati”… questo in particolare è stato un tramonto davvero molto bello, con toni pastello rosa e blu, come accade nelle giornate di tramontana.

Fino a poche decine di minuti prima del tramonto, la giornata era stata piuttosto incolore… e quando ho visto il cielo iniziare a colorarsi in congiunzione con il cambio di marea, ho piazzato subito la macchina fotografica verso la foce della laguna, dove gli iceberg hanno cominciato a schiantarsi tra loro, creando dei suoni veramente da brividi. Anche visivamente era davvero emozionante vedere questi enormi pezzi di ghiaccio scontrarsi e sollevarsi tra loro.

Ho pensato di catturare questo spettacolo con una esposizione di circa 5 minuti complessivi per cercare di trasmettere il senso di movimento di questi pezzi di ghiaccio. Allego anche un’esposizione successiva di 2 minuti per mostrare come soltanto 2 minuti dopo i ghiacci sono rimasti totalmente immobili… magia e potere della natura!

 

English version:

Jökulsárlón (literally “glacial river lagoon”) is a large glacial lake in southeast Iceland, on the edge of Vatnajökull National Park. Situated at the head of the Breiðamerkurjökull glacier, it developed into a lake after the glacier started receding from the edge of the Atlantic Ocean. The lake has grown since then at varying rates because of melting of the glaciers. It is now 1.5 kilometres (0.93 mi) away from the ocean’s edge and covers an area of about 18 km2 (6.9 sq mi). It recently became the deepest lake in Iceland, at over 248 metres (814 ft), as glacial retreat extended its boundaries. The size of the lake has increased fourfold since the 1970s. It is considered as one of the natural wonders of Iceland. (source: Wikipedia)

This was one of the best sunset experienced in the 15 days trip to Iceland in mid March 2015.

The weather wasn’t so good during the day, but at sunset clouds started to flow away and few pastel colors started to jump in.

As soon as I started seeing the change in tide, I decided to take this long exposure to capture the iceberg movements and the reflection of the colors over the lagoon.

When icebergs started to collide each other and against the lagoon bank, very creepy and scary sounds could be heard over the silence of the lagoon at sunset… but the show is worth the “ticket”. :-)

Le Cinque Terre

The Cinque Terre area is a rugged portion of coast on the Italian Riviera (located in the Liguria region, to the west of the city of La Spezia). “The Five Lands” comprises five villages: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza and Monterosso al Mare. The coastline, the five villages and the surrounding hillsides are all part of the Cinque Terre National Park and is a UNESCO World Heritage Site.

Over the centuries, people have carefully built terraces on the rugged, steep landscape right up to the cliffs that overlook the sea. Part of its charm is the lack of visible corporate development. Paths, trains and boats connect the villages, and cars cannot reach them from the outside. The Cinque Terre area is a very popular tourist destination.

Here are few photos I took over time.